La felicità sta nelle piccole… automazioni

È un dato di fatto di cui parlo spesso: analizzare i propri processi aziendali, ripensarli, renderli più efficienti e standard è la chiave per ottenere davvero un ritorno sugli investimenti in automazione e intelligenza artificiale.

Non parlo altrettanto spesso però di come io uso tutte queste tecnologie per rendermi la vita un po’ più semplice. Immagino tu conosca bene la sensazione di “cognitive overload”, ossia quella stanchezza che deriva dal gestire quotidianamento un mondo che è sempre più complesso e che ci richiede sempre maggior attenzione e performance.

Io sto provando ad automatizzare tutti quei task, piccoli o grandi, che riguardano sia le cose da fare quotidianamente sia la gestione di alcuni aspetti del mio lavoro: si spazia da cose piccole come un reminder la mattina subito dopo la sveglia degli appuntamenti e to do della giornata, fino a workflow più complessi, come un agente AI che mi analizza alcune email per scopi precisi o che cerca per me contenuti interessanti da studiare ed eventualmente pubblicare sul mio sito o sui miei social.

E piano piano, senza rendermene conto, sto creando un piccolo esercito di assistenti AI (tutti con voci e nomi maschili… un mio vezzo 😎).

Partiamo dal mattino. Come dicevo, pochi minuti dopo la sveglia ricevo un reminder con le attività schedulate nella giornata. So di avere tutto nel calendar dell’iphone, ma spesso dimentico di entrarci. Mentre una notifica sullo schermo del telefono attira subito la mia attenzione (maledetta dopamina!).

Poco più tardi, ricevo un’email con 3 contenuti selezionati dal mio agente AI riguardanti il mio lavoro. Questa email è il report quotidiano generato a partire da un Google Sheet in cui vengono salvati tutti questi contenuti. Il file contiene il titolo dell’articolo, la data di pubblicazione, il link e un breve riassunto, così che possa capire di cosa tratta. Ma non finisce qui: per ogni contenuto viene anche creata una bozza per LinkedIn (gli algoritmi social governano la nostra esistenza… e noi ci adeguiamo come possiamo) e una bozza per il mio sito. Non male come soluzione se anche tu come me hai la tendenza a seguire il Bianconiglio nella sua tana.

Se anche tu come me fai spesso foto per lavoro che poi non ti interessa avere tra le tuo foto ma ti annoia all’infinito perdere tempo per cancellarle, potresti trovare utile una piccola automazione fatta su iPhone che una volta a settimana svuota l’album contenente le foto che non desideri mantenere.

Due settimane fa ho poi realizzato un’automazione per una persona che doveva assumere per il suo team. Ho creato un “recruiter bot”, ossia un agente AI che, presi in considerazione i criteri richiesti al candidato, analizza i CV che vengono inviati, li classifica con un semplice sistema da 1 a 5, dove 1 rappresenta un/a candidato/a non idoneo e 5 un candidato molto promettende e manda una notifica alla responsabile dell’assunzione se il candidato viene valutato da 3 in su.

Ovviamente, non tutte le automazioni che usiamo io e i miei clienti sono così semplici, ma già queste hanno un bell’impatto sulla quotidianità.

Ma non è tutto così semplice...

La realtà è che nel mio lavoro uso anche agenti molto più complessi, che richiedono architetture multi-step, gestione di errori, logiche condizionali avanzate e integrazioni custom, che richiedono architetture dati ben pensate, gestione di errori e casi limite, integrazioni API, test e monitoraggio per verificarne il corretto funzionamento.

Vuoi sapere come realizzare il recruiter bot e come capire cosa automatizzare?

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